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Fattorie didattiche
La “Fattoria didattica”, iniziativa nata all’interno del progetto Educazione alla Campagna Amica, rappresenta un potente “strumento educativo” realizzato nell’ambito di un’azienda agricola multifunzionale ed ecosostenibile ed orientato ad ottenere una maggiore integrazione tra agricoltura, società e mondo dell’istruzione e contestualmente contribuire alla crescita di cittadini più rispettosi dell’ambiente e più consapevoli dei benefici derivanti da una corretta alimentazione.
Una visita in fattoria diventa la chiave per comprendere il territorio e apprendere il legame che unisce i comportamenti quotidiani e la salvaguardia dell'ambiente. E' un occasione anche per capire il lavoro che sta dietro ad ogni singolo prodotto delle nostre tavole e nel contempo rivalutare agli occhi dei ragazzi il lavoro dell'agricoltore.
La fattoria didattica è un’impresa agricola come tutte le altre, che si rende anche disponibile ad accogliere i cittadini, in particolare gli allievi delle scuole di ogni ordine e grado, offrendo loro un percorso di conoscenza delle modalità e delle tecniche di produzione degli alimenti secondo un approccio etico cioè rispettoso della salute, dell’ambiente naturale, del paesaggio e delle generazioni future.In questa iniziativa, l'imprenditore agricolo è una figura che anche grazie ad una formazione specifica è in grado, ponendosi in modo determinate accanto all'insegnante, di accompagnare i bambini nel loro processo di scoperta.
Per questo è necessario che gli operatori e gli imprenditori di fattoria didattica siano ben preparati e l'incontro con le scuole nelle imprese agricole non sia frutto di improvvisazione: questo “pensiero” è stato condiviso anche dagli enti preposti alla formazione in campo agricolo che in questi anni hanno proposto un’offerta didattica specifica, a carattere regionale.

BUR n. 5 del 3 febbraio 2010
Decreto del Presidente della Regione 22 gennaio 2010, n. 07/Pres.
L.R. 18/2004, articolo 23. Regolamento disciplinante i requisiti, i criteri e le modalità per
l’ottenimento della qualifica di Fattoria didattica e/o sociale in attuazione dell’articolo 23
della legge regionale 4 giugno 2004, n. 18 (Riordinamento normativo dell’anno 2004 per il
settore delle attività economiche e produttive).
Art. 1 finalità e ambito di applicazione
Art. 2 requisiti delle Fattorie didattiche
Art. 3 obblighi delle Fattorie didattiche
Art. 4 aziende agricole gestite e/o utilizzate per l’attività didattica e formativa dagli Istituti
professionali agrari, istituti tecnici agrari e Università
Art. 5 adempimenti dell’ERSA relativamente alle Fattorie didattiche
Art. 6 requisiti aziendali delle Fattorie sociali
Art. 7 obblighi delle Fattorie sociali
Art. 8 adempimenti dell’ERSA relativamente alle Fattorie sociali
Art. 9 domanda di riconoscimento di qualifica
Art. 10 presentazione ed approvazione dei progetti sociali
Art. 11 erogazione dei contributi
Art. 12 responsabilità delle Fattorie didattiche e/o sociali
Art. 13 casi di subentro per forza maggiore
Art. 14 norma transitoria
Art. 15 norma di rinvio
Art. 16 abrogazioni
Art. 1 finalità e ambito di applicazione
1. Il presente Regolamento disciplina i requisiti, i criteri e le modalità per l’ottenimento della
qualifica di Fattoria didattica e/o sociale in attuazione dell’articolo 23 della legge regionale 4
giugno 2004, n. 18 (Riordinamento normativo dell’anno 2004 per il settore delle attività
economiche e produttive).
Art. 2 requisiti delle Fattorie didattiche
1. Un’azienda agricola può essere qualificata Fattoria didattica in presenza dei seguenti requisiti:
a) avvenuta partecipazione da parte di un imprenditore, di un socio o di un coadiuvante familiare
ovvero di un dipendente, allo specifico corso di formazione organizzato o riconosciuto, in base alla
congruità dei programmi, dall’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale (ERSA). I corsi di
formazione organizzati dall’ERSA dovranno comunque contemplare nel loro programma didattico
la trattazione della profilassi delle malattie infettive degli animali domestici, la valutazione del
rischio e le procedure di riduzione del medesimo da utilizzare nelle fattorie didattiche;
b) stipula di un’assicurazione per responsabilità civile a copertura dei rischi connessi con le visite;
c) presenza di materiale di primo soccorso posizionato in prossimità di una fonte d’acqua potabile,
ai sensi del decreto del Ministero della salute 15 luglio 2003, n. 388 (Regolamento recante
disposizioni sul pronto soccorso aziendale, in attuazione dell’articolo 15, comma 3, del D.Lgs 19
settembre 1994, n. 626 e successive modificazioni);
d) inaccessibilità alle attrezzature e sostanze agricole pericolose e la rimozione dei potenziali
pericoli presenti in azienda, nei luoghi adibiti al passaggio delle scolaresche in occasione della
visita e la delimitazione e segnalazione delle aree ed attrezzature a rischio, assicurandone comunque
l’accesso sicuro e libero da pericoli anche a soggetti diversamente abili;
e) presenza di uno spazio ove si possa parcheggiare il mezzo di trasporto che accompagna l’utenza,
anche se non all’interno dell’azienda, situato ad una distanza compatibile con le esigenze dei
visitatori;
f) presenza di servizi igienici adeguati, anche dal punto di vista numerico, ed accessibili anche a
soggetti diversamente abili;
g) accessibilità a soggetti diversamente abili al luogo di primo soccorso e a parte dei percorsi
didattici compreso lo spazio al coperto;
h) presenza di uno spazio al coperto per ospitare le scolaresche;
i) presenza di un progetto didattico, da allegare alla domanda di riconoscimento della qualifica,
dove siano stabiliti i temi, gli obiettivi e la conduzione pratica della visita.
Art. 3 obblighi delle Fattorie didattiche
1. La Fattoria didattica deve:
a) consentire le ispezioni dell’ERSA finalizzate alla verifica dei requisiti necessari all’iscrizione e
mantenimento della stessa nell’Elenco di cui al successivo articolo 5, comma 2;
b) garantire la presenza del referente nel corso delle visite che potrà essere coadiuvato da altri
collaboratori;
c) informare verbalmente, prima della visita, in merito alle aree ed attrezzature a rischio con
particolare riferimento a quelle delimitate e segnalate;
d) accertarsi con gli accompagnatori, su eventuali allergie, intolleranze o problemi particolari degli
utenti nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 12, comma 3;
e) garantire, in caso di presenza, il controllo degli animali nel loro comportamento;
f) informare l’ERSA di ogni eventuale variazione nei dati trasmessi in sede di richiesta di
accreditamento per l’iscrizione nell’Elenco regionale;
g) eseguire, con le precauzioni necessarie a garantire la massima protezione dei visitatori, le
operazioni colturali, la gestione del bestiame, le lavorazioni, se realizzate in concomitanza con le
visite;
h) comunicare all’ERSA, entro quindici giorni dall’evento, la sospensione temporanea o la
cessazione dell’attività. La cessazione dell’attività comporta la cancellazione dell’azienda
dall’Elenco regionale;
i) tenere un apposito registro delle visite, secondo il modello approvato con decreto del Direttore
generale dell’ERSA, e renderlo disponibile su richiesta dell’Agenzia.
Art. 4 aziende agricole gestite e/o utilizzate per l’attività didattica e formativa dagli Istituti
professionali agrari, Istituti tecnici agrari e Università
1. Le aziende agricole gestite e/o utilizzate per l’attività didattica e formativa dagli Istituti
professionali agrari, Istituti tecnici agrari e Università sono considerate Fattorie didattiche, ai sensi
del presente regolamento, quando posseggono tutti i requisiti previsti dall’articolo 2, fatta eccezione
per quanto riguarda la disposizione di cui al comma 1, lettera a).
Art. 5 adempimenti dell’ERSA relativamente alle Fattorie didattiche
1. L’ERSA, a seguito di specifica domanda presentata all’Agenzia stessa, procede all’attribuzione
della qualifica di Fattoria didattica previa verifica del possesso dei requisiti di cui all’articolo 2.
2. L’ERSA tiene l’Elenco regionale delle Fattorie didattiche.
3. L’ERSA, oltre all’Elenco di cui al comma 2, tiene una lista nominativa aggiornata di tutti gli
insegnanti e dei soggetti elencati all’articolo 2, comma 1, lettera a) che hanno partecipato ai corsi di
formazione promossi o riconosciuti dall’Agenzia medesima.
4. L’ERSA provvede annualmente ad effettuare il controllo sulle Fattorie didattiche individuate,
tramite sorteggio, nella misura almeno del quindici per cento del totale di quelle iscritte nell’Elenco
o su segnalazione, per verificarne, nel tempo, il mantenimento dei requisiti richiesti dal presente
regolamento.
5. Qualora siano riscontrate difformità dai requisiti di cui al presente regolamento, l’ERSA informa
per iscritto la Fattoria didattica, in persona dell’imprenditore titolare della stessa o del suo
rappresentante individuato nei modi di legge, con contestuale invito ad eliminare, entro il termine di
trenta giorni, le difformità riscontrate, pena la cancellazione della stessa dall’Elenco di cui al
comma 2.
Art. 6 requisiti aziendali delle Fattorie sociali
1. Le Fattorie didattiche assumono qualifica di Fattorie sociali quando estendono i loro servizi a
favore di persone che presentano forme di fragilità o di svantaggio psico-fisico o sociale o a fasce di
popolazione che presenta forme di disagio sociale, attraverso l’offerta di servizi educativi, culturali,
di supporto alle famiglie e alle istituzioni didattiche.
2. Per le finalità del presente articolo, le Fattorie sociali, oltre a possedere i requisiti prescritti
all’articolo 2 del presente regolamento, fatta salva l’eccezione di cui all’articolo 4, devono:
a) predisporre ambienti coperti, attrezzati per l’accoglienza e l’intrattenimento dei gruppi, nei quali
siano individuati anche luoghi di sosta e riposo;
b) essere dotate di strutture ed attrezzature finalizzate ad attività ludiche o terapeutiche attraverso
l’impiego di animali o di produzioni agricole aziendali, il tutto tenendo conto delle problematiche e
delle esigenze degli ospiti;
c) essere dotate di strutture ed attrezzature atte ad offrire dei servizi nei quali gli ospiti si sentano
attivi e partecipi al fine di trarre benefici sul piano fisico, mentale, sociale e psicologico, attraverso
l’accrescimento dell’autostima ed il miglioramento della persona;
d) essere dotate di un insieme di attrezzature aziendali in grado di rispondere alle attività in base ai
progetti di carattere sociale che di volta in volta saranno presentati ed approvati dalle
Amministrazioni comunali competenti per territorio.
Art. 7 obblighi delle Fattorie sociali
1. La Fattoria sociale deve adempiere agli obblighi previsti per le Fattorie didattiche di cui
all’articolo 3, comma 1, lettere da a) ad h) ed inoltre deve tenere un apposito registro degli
interventi, secondo il modello approvato con decreto del Direttore generale dell’ERSA, e renderlo
disponibile su richiesta dell’Agenzia.
Art. 8 adempimenti dell’ERSA relativamente alle Fattorie sociali
1. L’ERSA, a seguito di specifica domanda presentata all’Agenzia stessa, procede al rilascio della
qualifica delle aziende agricole quali Fattorie sociali previa verifica del possesso dei requisiti di cui
all’articolo 6.
2. L’ERSA, tiene l’Elenco regionale delle Fattorie sociali.
3. L’ERSA, provvede annualmente ad effettuare il controllo sulle fattorie sociali, individuate
tramite sorteggio nella misura almeno del quindici per cento di quelle totali iscritte nell’Elenco o su
segnalazione, per verificarne, nel tempo, il mantenimento dei requisiti richiesti dal presente
regolamento.
Art. 9 domanda di riconoscimento di qualifica
1. Le domande di riconoscimento della qualifica di Fattoria didattica e/o Fattoria sociale, al fine
dell’iscrizione dell’azienda agricola richiedente nello specifico Elenco regionale, vanno inoltrate
all’ERSA corredate da autocertificazione relativa al possesso dei requisiti richiesti e previsti dal
presente regolamento. Alla domanda dovrà essere allegata una planimetria, sottoscritta dal
richiedente, nella quale risultino evidenziati gli spazi riservati e delimitati alle attività didattiche e/o
sociali, i servizi igienici, il luogo ove è collocato il materiale di primo soccorso ed i percorsi
accessibili a persone diversamente abili.
Art. 10 presentazione ed approvazione dei progetti sociali
1. I contributi previsti dall’articolo 23, comma 1, lettera b) della legge regionale 18/2004 sono
erogati a seguito della presentazione ai Comuni di un progetto che abbia una finalità sociale in
senso lato, intendendosi per finalità sociale una integrazione fra l’attività produttiva agricola e
l’offerta di servizi culturali, sociali, educativi, assistenziali, sanitari, formativi ed occupazionali, a
vantaggio di persone che presentano forme di fragilità o di svantaggio psicofisico o sociale.
2. Il progetto va presentato al Comune in cui ha sede la Fattoria sociale scelta per sviluppare sul
posto il progetto sociale. Gli estensori del progetto possono essere persone singole, associate,
istituzioni, associazioni, fondazioni e comitati. Il Comune, se ritiene che il progetto rivesta i
caratteri di finalità sociale di cui al comma 1, lo trasmette all’Azienda per i servizi sanitari
competente per territorio perché quest’ultima emetta specifico parere sulla validità progettuale.
3. L’estensore del progetto sociale dovrà possedere le qualifiche professionali richieste per condurre
le eventuali attività terapeutiche ivi previste oppure affidarsi a personale qualificato esterno. Per le
attività esclusivamente ludiche, dette qualifiche professionali non sono richieste. L’estensore del
progetto o il personale esterno qualificato, sotto la propria responsabilità, devono impegnarsi a
garantire la loro presenza fisica presso la fattoria sociale per tutta la durata del progetto stesso.
4. Una volta in possesso del parere di cui al comma 2 il Comune approva e trasmette il progetto alla
Provincia competente ed all’ERSA per la procedura di riconoscimento della qualifica di cui
all’articolo 9.
Art. 11 erogazione dei contributi
1. Le Province erogano contributi, fino ad un massimo dell’ottanta per cento delle spese
ammissibili:
a) a favore dei Comuni e delle scuole di ogni ordine e grado della regione, al fine di sostenere le
spese per il trasporto collettivo di scolari e studenti nelle fattorie didattiche inserite nell’elenco
tenuto e reso pubblico dall’ERSA e di cui al all’articolo 5, comma 2;
b) a favore dei Comuni per sostenere le attività organizzate e svolte nelle fattorie sociali, inserito
nell’Elenco tenuto e reso pubblico dall’ERSA e di cui all’articolo 8, comma 2;
2. Le Amministrazioni provinciali provvedono a definire autonomamente le modalità per la
presentazione delle domande e per la rendicontazione delle spese ed i criteri per la concessione dei
contributi di cui al presente regolamento.
3. Le domande di cui al comma 1, lettera a), sono presentate in data antecedente a quella della visita
alla Fattoria didattica e, comunque, entro il termine perentorio del 1° marzo dell’anno scolastico di
riferimento, convenzionalmente fissato dal 1° settembre al 30 giugno. Per le domande presentate dai
Comuni si deroga ai limiti temporali di cui sopra.
Art. 12 responsabilità delle Fattorie didattiche e/o sociali
1. L’iscrizione nell’Elenco regionale delle Fattorie didattiche e/o Fattorie sociali non assolve in
alcun modo l’imprenditore agricolo titolare, o rappresentante, della Fattoria didattica e/o Fattoria
sociale dagli obblighi di legge relativi alle attività da essa svolte e dagli obblighi contrattuali verso i
propri clienti.
2. In particolare, nessuna responsabilità può essere imputata all’Amministrazione regionale per
danni causati a terzi e derivanti da difetti di prodotti, processi e servizi forniti dalla fattoria nei casi
contemplati dagli articoli da 114 a 127 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del
consumo, a norma dell’articolo 7 della L. 29 luglio 2003, n. 229) per comportamenti sistematici od
occasionali non conformi a leggi e/o regolamenti. L’Amministrazione regionale non è, quindi,
responsabile per inadeguatezze o danni di alcun tipo provocati dall’attività della Fattoria o dai suoi
prodotti, processi o servizi.
3. L’iscrizione all’Elenco, inoltre, non autorizza le Fattorie alla somministrazione di alimenti, quale
completamento dei percorsi didattici offerti, qualora l’azienda non sia in possesso di specifica
autorizzazione per attività agrituristica e/o di Fattoria didattica ai sensi della dell’articolo 9, comma
8, della legge regionale 22 luglio 1996, n. 25 (Disciplina dell’agriturismo).
Art. 13 casi di subentro per forza maggiore
1. Nel caso di subentro di uno o più eredi, a seguito del decesso del titolare referente, l’azienda
mantiene l’iscrizione all’Elenco regionale della Fattorie didattiche e/o Fattorie sociali e la qualifica
viene concessa in via provvisoria, fino all’avvenuta partecipazione, al primo corso di formazione
utile, di uno dei soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a).
Art. 14 norma transitoria
1. Entro tre anni decorrenti dalla data di pubblicazione del presente Regolamento sul Bollettino
Ufficiale della Regione (BUR), le aziende già qualificate Fattorie didattiche devono adeguarsi a
quanto prescritto dal presente regolamento, fatta eccezione per la presenza del materiale di primo
soccorso di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c) che deve essere garantita entro il termine di un
mese dalla pubblicazione.
Art. 15 norma di rinvio
1. Per quanto non previsto nel presente regolamento, si rinvia alla legge regionale 20 marzo 2000, n.
7 (Testo unico delle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso).
Art. 16 abrogazioni
1. E’ abrogato il decreto del Presidente della Regione del 12 ottobre 2004, n. 326 (Regolamento
recante criteri e modalità per la concessione di contributi a favore delle scuole della Regione, di
ogni ordine e grado, ai sensi dell’articolo 23 della legge regionale 4 giugno 2004, n. 18).

Fattorie didattiche per  Coldiretti Regionale Friuli Venezia Giulia
Coordinamento Regionale: Vanessa Orlando
c/o Coldiretti Udine
Via Daniele Moro, 18 – 33100 Udine
Tel. 0432 595803 – Fax 0432 595940
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