Coldiretti Friuli Venezia Giulia News - Coldiretti Friuli Venezia Giulia http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/ Tue, 16 Jan 2018 16:00:44 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/ 60 Coldiretti, boom delle enoteche in Fvg: +30%  Il Friuli Venezia Giulia ha visto aumentare le enoteche del 30% in cinque anni. Da 89 (quelle presenti nel 2012) alle 116 del 2017: 45 in provincia di Udine, 27 a Trieste, 25 a Pordenone, 19 a Gorizia). Il contesto nazionale è quello di una crescita del 13%, sempre nel quinquennio, con la presenza di 7.300 “oasi del vino” lungo tutta la Penisola. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti e della Camera di commercio di Milano dalla quale si evidenzia la crescente attenzione alla qualità negli acquisti di vino che è diventato una espressione culturale da condividere con amici e parenti. I tre capoluoghi con il più alto numero di punti vendita sono Napoli con 546, Roma con 482 e Milano con 264, ma le città dove si registra la crescita maggiore sono Bologna (+170%), Foggia (+68%), Verona (+66%), Cuneo (+65%), Messina e Milano (63%). Trieste è poco sotto con il +59%. Forte – precisa la Coldiretti – la presenza femminile con le donne alla guida di più di una enoteca su quattro (27%) mentre il 12% delle sono gestite da giovani soprattutto al Sud con punte del 25% a Taranto e del 20% a Catania e Palermo. Una tendenza – prosegue la Coldiretti – che conferma una decisa svolta verso la qualità con il vino che è diventato l’emblema di uno stile di vita “lento”, attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con sé stessi, da contrapporre all’assunzione sregolata di alcol. Lo dimostra il boom dei corsi per sommelier, ma anche il numero crescente di giovani ci tiene ad essere informato sulle caratteristiche dei vini e cresce tra le nuove generazioni la cultura della degustazione consapevole con la proliferazione di wine bar e un vero boom dell’enoturismo che oggi genera un indotto turistico di quasi 3 miliardi di euro l'anno e ha conquistato nell’ultima manovra il suo primo storico quadro normativo. Nell’ultimo anno 16,1 milioni di italiani hanno partecipato a eventi, sagre, feste locali legate in qualche modo al vino e tra questi molti giovani a dimostrazione della capacità del nettare di bacco di incarnare valori immateriali e simbolici collocandosi sulla frontiera più avanzata di un consumo consapevole, maturo, responsabile, molto orientato alla qualità materiale e immateriale del prodotto. È in atto – continua la Coldiretti – una rivoluzione sulle tavole degli italiani con i consumi di vino che, dopo aver raggiunto il minimo a 33 litri pro capite nel 2017, hanno invertito la tendenza con un aumento record degli acquisti delle famiglie del 3%, trainato dai vini Doc (+5%), dalle Igt (+4%) e degli spumanti (+6%) mentre calano gli acquisti di vini comuni (-4%). Se i consumi interni sono attestati sui 4 miliardi di euro, il vino è anche uno dei prodotti preferiti dai turisti stranieri in Italia e dai consumatori all’estero considerato che nell’anno appena trascorso l’export è cresciuto del 7% sfiorando la cifra record di 6 miliardi di euro. Le vendite all’estero hanno avuto un incremento in valore del 6% negli Usa che sono di gran lunga il principale cliente anche se per il 2018 pesa l’impatto del super euro che ha raggiunto il massimo da tre anni. L’aumento è stato – continua la Coldiretti – del 3% in Germania e dell’8% nel Regno Unito che nonostante i negoziati sulla Brexit resta sul podio dei principali clienti. In termini di aumento percentuale però la migliore performance con un balzo del 47% viene fatta registrare dalla Russia dove il vino è uno dei pochi prodotti agroalimentari Made in Italy non colpiti dall’embargo. E tutto questo nonostante una vendemmia che ha visto dire addio a una bottiglia su 4 a causa del calo della produzione anche se l’Italia mantiene comunque il primato mondiale, davanti alla Francia, con circa 40 milioni di ettolitri destinati per oltre il 40 per cento ai 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e ai 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), il 30 per cento ai 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 per cento a vini da tavola.   Enoteche 2017   Enoteche 2012   Var. 17/12   GORIZIA               19   15   26,7%   PORDENONE              25   18   38,9%   TRIESTE               27   17   58,8%   UDINE                 45   39   15,4%   Fvg   116   89   30,3%   http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/coldiretti-boom-delle-enoteche-in-fvg-30-.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=114059659 Tue, 16 Jan 2018 16:00:44 GMT I tesori nascosti dei borghi, anche il Fvg a Roma con i suoi prodotti tipici «La tipicità di trova spesso nel “piccolo”, ed è una ricchezza straordinaria», osserva Dario Ermacora, presidente regionale di Coldiretti del Friuli Venezia Giulia nel giorno in cui la Federazione nazionale, assieme a Fondazione Symbola, inaugura al Centro Congressi di palazzo Rospigliosi a Roma la prima rassegna dei prodotti tipici dei comuni con meno di 5mila abitanti. Anche in Fvg i prodotti Dop (prosciutto di San Daniele, formaggio Montasio, Olio Tergeste e Brovada) e Igp (prosciutto di Sauris) nascono in particolare sui territori dei piccoli comuni, coinvolgendo quindi realtà sotto i 5mila abitanti che, nel caso del prosciutto di Sauris, diventano anche zona di produzione esclusiva. È quanto emerge dal primo studio Coldiretti/Symbola su “Piccoli comuni e tipicità” presentato oggi a Roma – presenti i presidenti provinciali di Coldiretti Fvg e il direttore Danilo Merz, in esposizione per il Fvg l’aglio di Resia –, in occasione dell’apertura dell’anno nazionale del cibo italiano nel mondo per raccontare un patrimonio enogastronomico del Paese custodito fuori dai tradizionali circuiti turistici, che potrà ora essere finalmente valorizzato e promosso grazie alla legge 158/17 che contiene misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni. «In Friuli Venezia Giulia – ricorda la Coldiretti – si producono tipicità Dop e Igp come la Brovada, il formaggio Montasio e l’olio Tergeste. Tesori che nascono grazie a una rete di piccoli comuni dove vive il 23,5% della popolazione e copre quasi più del 70% del territorio, con una presenza diffusa e capillare su un’area dove il senso di comunità si allea con l’appartenenza territoriale e la custodia di valori e tradizioni come quella del cibo e dei prodotti tipici». http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/i-tesori-nascosti-dei-borghi-anche-il-fvg-a-roma-con-i-suoi-prodotti-tipici.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=113895667 Thu, 11 Jan 2018 11:01:42 GMT Paola Gandin presidente di Ue.Coop Fvg L’assemblea regionale dell’Unione Europea delle cooperative (Ue.Coop) riunita a Basiliano ha rinnovato le cariche sociale e nominato il nuovo presidente, Paola Gandin, già a capo della cooperativa sociale Terranova di Turriaco. Nel corso dei lavori, alla presenza del Coordinatore organizzativo Vincenzo Sette, gli enti mutualistici aderenti hanno anche nominato i delegati per l’assemblea nazionale in programma a Roma a prossimo febbraio per la nomina del nuovo consiglio. La neo eletta, nel saluto di ringraziamento, ha sottolineato la peculiarità di Ue.Coop in termini di etica e spirito cooperativistico, «valori intramontabili di cui l’associazione deve farsi portavoce a tutti i livelli». Ha quindi invitato gli associati a prendere parte attivamente a momenti di progettazione comune, creazione di reti d’impresa, partecipazione in rete a bandi nazionali e europei. Gandin sarà affiancata nel prossimo quinquennio da Pierangelo Spagnolo (Spagnolo Agroenergia di Spilimbergo), Nives Querini (Tecnocoop di Gorizia), Dario Ermacora (Consorzio Agrario Fvg di Basiliano) e Roberto Marani (Società Cooperativa San Martino di Marano Lagunare). http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/paola-gandin-presidente-di-ue-coop-fvg.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=113273324 Fri, 22 Dec 2017 09:52:52 GMT Il Friuli Venezia Giulia quinto in Italia per consumo di suolo Il Friuli Venezia Giulia è la quinta regione italiana per consumo di suolo. Lo evidenzia l’edizione 2017 del Rapporto Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), un quadro aggiornato dei processi di trasformazione del territorio. Nel 2016, in 15 regioni viene superato il 5% di consumo di suolo, con il valore percentuale più elevato in Lombardia e in Veneto (oltre il 12%) e in Campania (oltre il 10%). Seguono Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Puglia e Liguria, con valori compresi tra l’8 e il 10%. Il dato del Fvg è 8,9% (con picchi del 23,1% in provincia di Trieste e del 14,1% in provincia di Gorizia), per un totale di 69.927 ettari, 49 in più dell’anno precedente. Il valore pro capite è pari a 573 contro una media italiana di 380. Ancora nel dettaglio Fvg, i comuni con maggiore consumo di suolo in percentuale rispetto alla superficie sono Monfalcone (49,2%), Udine (42,1%) e Pordenone (40,5%), mentre in valore assoluto spiccano Trieste (30 chilometri quadrati), Udine (24) e Pordenone (15). Il più alto consumo pro capite si riscontra poi a Drenchia (5.031 metri quadrati per abitante), Dogna (4.476) e Barcis (4.059). «I dati rimangono preoccupanti – commenta il presidente di Coldiretti Fvg Dario Ermacora – e si collegano a un trend italiano che ha visto negli ultimi 25 anni il venir meno di un quarto della terra coltivata per colpa della cementificazione e dell’abbandono, il risultato di modelli di sviluppo che non condividiamo. Non dimentichiamo tra l’altro i costi occulti conseguenti all’erosione visto il valore ecosistemico dell’agricoltura in termini di produzione, stoccaggio del carbonio, protezione dell’erosione, prevenzione danni provocati dalla mancata infiltrazione dell’acqua e salvaguardia degli impollinatori». Una proposta? «Lavorare anche sul recupero delle aree dismesse: penso a quella produttive ma anche ai sedimi stradali: perché non bonificare le vecchie strade nella fase di costruzione della nuova viabilità?». La Valle d’Aosta, si legge ancora nel Rapporto, è l’unica  regione rimasta sotto la soglia del 3%, mentre la Lombardia detiene il primato anche in termini assoluti, con quasi 310mila ettari del suo territorio coperto artificialmente (circa il 13% dei 2,3 milioni di ettari del consumo di suolo nazionale è all’interno di quella regione). http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/il-friuli-venezia-giulia-quinto-in-italia-per-consumo-di-suolo.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112778163 Thu, 07 Dec 2017 11:28:34 GMT AL VIA PRIMO BLACK FRIDAY DELLA TAVOLA In occasione dello storico appuntamento dell’anno internazionale del cibo italiano nel mondo proclamato nel 2018, all’apertura del Villaggio contadino della Coldiretti sul lungomare Caracciolo, Rotonda Diaz, a Napoli, la Federazione ha presentato il censimento delle specialità alimentari tradizionali, ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni.   Dal formadi frant alla jota, dalla Rosa di Gorizia alla gubana, il Friuli Venezia Giulia contribuisce con 169 prodotti al lungo elenco delle 5047 specialità presenti sul territorio nazionale. «Un patrimonio di grande valore – commenta il presidente di Coldiretti Fvg Dario Ermacora –, che rappresenta le diverse articolazioni della regione ed è il frutto del lavoro di agricoltori che tutelano la biodiversità e la tradizione, ma riescono anche a salvare alcuni prodotti dal rischio estinzione». http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/al-via-primo-black-friday-della-tavola.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112318869 Fri, 24 Nov 2017 11:06:42 GMT La terra ospitale è risorsa per tutti «Dove posso acquistare l’olio buono?». Monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli si è rivolto con questo interrogativo alle centinaia di agricoltori in Basilica ad Aquileia per la 67esima Giornata del Ringraziamento promossa e organizzata, quest’anno in Friuli Venezia Giulia, da Coldiretti e Cei. «Voi che lavorate in agricoltura e siete qui per ringraziare il Signore per il frutti di campi, vigne e oliveti dovreste sapere dove trovarlo – ha proseguito l’arcivescovo di Gorizia commentando la parabola delle dieci vergini del Vangelo secondo Matteo –: l’olio buono per le nostre lampade lo trovate nel mercato dei poveri». Un riferimento anche al messaggio che i vescovi hanno consegnato alla Chiesa, quello di rendere l’agricoltura ospitale: ai giovani, ai migranti a tutti i possibili percorsi di integrazione. «Viene indicata una nuova rotta verso relazioni più umane, perché ci sono un’armonia da rispettare e legami fraterni da costruire – le parole di La terra, casa della vita e casa comune, è affidata alla responsabilità e creatività dell’uomo perché diventi una dimora accogliente per tutti». Ma di cosa ha bisogno oggi l’agricoltura? «Ha bisogno che venga riconosciuto il valore del cibo, non una merce qualsiasi, ma il frutto del lavoro e della vita degli agricoltori – ha osservato il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo, ad Aquileia con la giunta nazionale –. Dentro il cibo ci sono virtù fondamentali come la sicurezza alimentare, la sostenibilità ambientale, il rispetto delle persone. Serve dunque riconoscere a chi lavora il giusto prezzo del cibo. Ogni qual volta i consumatori scelgono il volto dell’agricoltore e il prodotto italiano, stanno dando una mano al settore economico che più può dare soddisfazione nel nostro Paese. Una speranza importante su cui si deve investire». Moncalvo, visitando al termine della benedizione degli agricoltori e delle macchine agricole, le 7 casette di legno che hanno composto il percorso del territorio (Dolomiti Magredi, Campagna pordenonese, Carnia e Tarvisiano, Collina e pianura friulana, Carso, Mare e laguna, Collio goriziano e isontino), mentre all’interno di una tensostruttura con cucina erano in degustazione – per i 1500 presenti, con la Regione rappresentata dal vicepresidente Sergio Bolzonello – i prodotti Fvg all’insegna della biodiversità, ha trovato conferma della «unicità dell’agricoltura italiana, un modello fatto di qualità, storia, legame con il territorio, ma anche di sostenibilità». «Oltre a rappresentare un momento tradizionale, la Giornata del Ringraziamento ha contribuito a valorizzare il ruolo sociale e di presidio del territorio che l’agricoltura svolge – ha aggiunto il presidente di Coldiretti Fvg Dario Ermacora –. Siamo orgogliosi che la Cei abbia indicato il Fvg come sede di un evento che ci ha consentito di evidenziare concretamente la forza dell’agroalimentare». http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/la-terra-ospitale-e-risorsa-per-tutti.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=111967586 Tue, 14 Nov 2017 16:39:12 GMT SCATTA L'OBBLIGO DELL'ORIGINE IN ETICHETTA Scatta definitivamente l'obbligo di indicare obbligatoriamente in etichetta l'origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari come burro, formaggi, yogurt per impedire di spacciare come Made in Italy i prodotti ottenuti degli allevamenti stranieri. Lo rende noto la Coldiretti nell’annunciare che è scaduto il termine di 180 giorni per smaltire le scorte di confezioni con il sistema di etichettatura precedente all’entrata in vigore dal decreto Indicazione dell'origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari, in attuazione del regolamento (UE) n. 1169/2011 firmato dai ministri delle Politiche Agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. Il consiglio ai consumatori italiani è di verificare L'obbligo di indicazione di origine del latte o del latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari, si applica - spiega la Coldiretti - al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale e sarà riconoscibile in etichetta dalle seguenti diciture: a)    "Paese di mungitura": nome del Paese nel quale è stato munto il latte; b)    "Paese di confezionamento e trasformazione": nome del Paese nel quale il latte è stato condizionato o trasformato. Qualora il latte o il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, condizionato o trasformato, nello stesso Paese, l'indicazione di origine può essere assolta con l'utilizzo della seguente dicitura: "origine del latte": nome del Paese. Se invece le operazioni indicate avvengono nel territorio di più Paesi membri dell'Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate - precisa la Coldiretti - le seguenti diciture: "latte di Paesi UE" per l'operazione di mungitura, "latte condizionato o trasformato in Paesi UE" per l'operazione di condizionamento o di trasformazione. Infine qualora le operazioni avvengano nel territorio di piu' Paesi situati al di fuori dell'Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate le seguenti diciture: “latte di Paesi non UE” per l'operazione di mungitura, “latte condizionato o trasformato in Paesi non UE” per l'operazione di condizionamento o di trasformazione. Per le violazioni si applicano le sanzioni di cui all'art. 4, comma 10, della legge 3/2/2011, n. 4. 1,7 milioni di mucche da latte presenti in Italia ma anche pecore, capre e bufale possono finalmente mettere la firma sulla propria produzione di latte, burro, formaggi e yogurt che - sottolinea la Coldiretti – è garantita da livelli di sicurezza e qualità superiore grazie al sistema di controlli realizzato dalla rete di veterinari più estesa d`Europa, ma anche ai primati conquistati a livello comunitario con la leadership europea con 50 formaggi a denominazione di origine protetta realizzati sulla base di specifici disciplinari di produzione. L`obbligo di indicare l`origine in etichetta - continua la Coldiretti - salva dall`omologazione l`identità di ben 487 diversi tipi di formaggi tradizionali censiti a livello regionale territoriale e tutelati perché realizzati secondo regole tramandate da generazioni che permettono anche di sostenere la straordinaria biodiversità delle razza bovine allevate a livello nazionale. Si conclude positivamente una lunga battaglia della Coldiretti che risponde alle esigenze di trasparenza degli italiani che secondo la consultazione pubblica online del Ministero delle politiche agricole, in più di 9 casi su 10, considerano molto importante che l`etichetta riporti il Paese d`origine del latte fresco (95%) e dei prodotti lattiero-caseari quali yogurt e formaggi (90,84%), mentre per oltre il 76% lo è per il latte a lunga conservazione" ha affermato  Moncalvo. Con l'etichettatura di origine si dice finalmente basta all'inganno del falso Made in Italy con tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia che sono stranieri, cosi come la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura  cagliate provenienti dall'estero, senza che questo sia stato obbligatorio fino ad ora riportarlo in etichetta, ha continuato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che si tratta anche di un importante segnale di cambiamento anche a livello comunitario dove occorre proseguire nella l'impegno per la trasparenza". http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/scatta-l-obbligo-dell-origine-in-etichetta.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=110744321 Tue, 17 Oct 2017 15:20:59 GMT RIAPRE IL MERCATO CONTADINO AL CIRCO MASSIMO Alla vigilia dell’inverno gli agricoltori, i pastori e gli allevatori terremotati che non hanno voluto abbandonare stalle e aziende portano i primi raccolti dopo il sisma all’ inaugurazione del nuovo mercato di Roma Capitale di Campagna Amica al Circo Massimo. L’iniziativa della Coldiretti per la riapertura dello storico mercato degli agricoltori in via San Teodoro 74 a Roma a partire dalle ore 9,30 di Venerdì 6 ottobre per un nuovo inizio all’insegna della solidarietà che non si è mai spenta tra i cittadini come dimostra l’analisi Coldiretti/Ixe’ che sarà presentata nell’occasione insieme ad un bilancio della situazione nelle campagne terremotate. Gli agricoltori delle zone danneggiate dal sisma offriranno le esclusive specialità locali della rinascita per sostenere concretamente e direttamente la ripresa economica ed occupazionale che deve procedere di pari passo con la ricostruzione nei territori colpiti come dimostrano le storie di chi con grande coraggio e dignità è rimasto a vivere e lavorare nelle campagne ferite dove la situazione è ancora difficile. La riapertura del mercato al Circo Massimo con le importanti novità è l’occasione per fare il punto sulla spesa dal contadino in Italia nel 2017 con lo studio Coldiretti/Campagna Amica nel girono della diffusione dei dati Istat sul commercio al dettaglio. Saranno presenti tra gli altri il Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, Il Presidente della Coldiretti Lazio e Roma David Granieri, il Sindaco di Roma Capitale Virginia Raggi e rappresentanti Istituzionali, dei consumatori e delle forze economiche e sociali. http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/riapre-il-mercato-contadino-al-circo-massimo.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=110227898 Thu, 05 Oct 2017 15:14:26 GMT CASTAGNO GIGANTE DI PULFERO-PEGLIANO Le dimensione è imponente: 25 metri di altezza, 9 di circonferenza. Gli anni sono dunque tantissimi: siamo attorno ai 400. È il castagno di Pegliano, estrema frazione del comune di Pulfero. Dopo la prima dell’anno scorso, il 6-7-8 ottobre andrà in scena la seconda festa in onore di questo imponente albero del 1600, uno dei più vecchi d’Europa, «un simbolo nell’ambito del progetto per il recupero delle piante secolari», fa sapere Mauro Pierigh, presidente della sezione Coldiretti di Pulfero e dell’associazione culturale Tarcetta. Il programma del fine settimana si aprirà venerdì 6 ottobre con le scuole del territorio in visita al castagno e proseguirà sabato 7, a partire dalle 17 nella sala consiliare di Pulfero, con il convegno “La castanicoltura nella Valli del Natisone, sviluppi e prospettive". Per Coldiretti è previsto l’intervento del presidente regionale Dario Ermacora, parteciperanno anche esperti dell’Università di Torino ("Ricerca su varietà autoctone e analisi dna per certificazione varietale") e dell’Ersa ("Il processo di rilancio della castanicoltura in Friuli Venezia Giulia"), con conclusione dei lavori affidata all’assessore regionale per le Politiche agricole Cristiano Shaurli. http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/castagno-gigante-di-pulfero-pegliano.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=110127655 Tue, 03 Oct 2017 16:39:48 GMT CETA: RINVIO È VITTORIA DI COMUNI, REGIONI E CONSORZI Il rinvio è il primo risultato di una rivolta popolare contro un accordo sbagliato e pericoloso per l’Italia che ci ha visti protagonisti su tutto il territorio nazionale dove hanno già espresso contrarietà 14 regioni, 1973 comuni e 69 Consorzi di tutela delle produzioni a denominazioni di origine. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo in riferimento alla scelta doverosa di far slittare in Senato la ratifica del trattato di libero scambio tra Unione Europea e Canada (CETA) sotto il pressing di un'inedita ed importante alleanza tra diverse organizzazioni Coldiretti, Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch. Per la prima volta nella storia l’Unione Europea legittima - denuncia la Coldiretti - in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy piu’ prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dall’Asiago alla Fontina dal Gorgonzola ai Prosciutti di Parma e San Daniele, ma sarà anche liberamente prodotto e commercializzato dal Canada il Parmigiano Reggiano con la traduzione di Parmesan. La svendita dei marchi storici del Made in Italy agroalimentare non è solo un danno sul mercato canadese ma - sottolinea la Coldiretti - è soprattutto un pericoloso precedente nei negoziati con altri Paesi anche emergenti che sono autorizzati cosi a chiedere le stesse concessioni. Secondo la Coldiretti su un totale di 291 denominazioni italiane riconosciute, ben 250 non godono di alcuna tutela nel trattato. Il Ceta – denuncia la Coldiretti – uccide il grano duro italiano con il crollo dei prezzi favorito dall’azzeramento strutturale i dazi per l’importazione dal Canada dove peraltro viene fatto un uso intensivo di glifosate nella fase di pre-raccolta, vietato in Italia. E pesa anche - conclude la Coldiretti - l’impatto di circa 50.000 tonnellate di carne di manzo e 75.000 tonnellate di carni suine a dazio zero da un Paese dove si utilizzano ormoni della crescita vietati in Italia. http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/ceta-rinvio-e-vittoria-di-comuni-regioni-e-consorzi-.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=109915714 Thu, 28 Sep 2017 11:18:27 GMT COLDIRETTI FVG CON 280 SOCI A MILANO AL VILLAGGIO DEGLI AGRICOLTORI Anche Coldiretti Fvg partecipa alla tre giorni del Villaggio degli agricoltori della Federazione, un’inedita esperienza di vita rurale in centro a Milano e un’occasione per gustare il buon cibo italiano. Una delegazione di 280 soci, assieme e presidenti e direttori delle quattro province, partirà all’alba di venerdì per essere presente alle 9.30 all’inaugurazione della più grande fattoria mai aperta in città, da piazza del Cannone a piazza Castello, con il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, il presidente  di Federalimentare Luigi Scordamaglia e migliaia di agricoltori, i protagonisti di questa iniziativa #stoconicontadini. Nelle vetrine delle eccellenze il Fvg esporrà per la categoria “prodotti perfetti” les frices, patate coionaries, Picolit e prosciutto di Sauris, mentre per la “superfood” ci saranno pitina, cipolla rossa di Cavasso e Rosa di Gorizia. «Una occasione unica per vivere un giorno da agricoltori negli orti, sui trattori o nella stalla con gli animali – sottolinea il presidente di Coldiretti Fvg Dario Ermacora –, con la possibilità di assaggiare menu contadini al cento per cento, oltre che di fare la spesa a chilometri zero con le specialità del territorio nel mercato di Campagna Amica. Un buon modo per ribadire l’urgenza della tutela del made in Italy, insidiato da accordi internazionali assolutamente da respingere come il Ceta con il Canada». http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/coldiretti-fvg-con-280-soci-a-milano-al-villaggio-degli-agricoltori.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=109915652 Thu, 28 Sep 2017 11:16:02 GMT LA GRANDE BELLEZZA DELLE CAMPAGNE ITALIANE al Villaggio degli agricoltori Coldiretti Per la prima volta la grande bellezza delle mille campagne italiane conquista la città con l’appuntamento al centro storico della metropoli finanziaria del Paese nel Villaggio degli agricoltori della Coldiretti che sarà inaugurato alle ore 9,30 del 29 settembre a Milano, da Piazza del Cannone a Piazza Castello, tra gli altri, con il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina e migliaia di agricoltori insieme al presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. L’unico posto al mondo dove per l’intero week end tutti possono vivere per una volta l’ esperienza da gourmet con il miglior cibo italiano a soli 5 euro per tutti i menu preparati dagli agrichef con i sapori antichi della tradizione, dalla pasta di grano Senatore Cappelli al riso Vialone nano, senza dimenticare l’innovazione con la carne 100% italiana servita nelle bracerie e la pizza autenticamente tricolore, dalla farina all’olio, dal pomodoro alla mozzarella ma anche lo street food green, dal gelato di latte d’asina al pesce azzurro al cartoccio. Spazio anche alla solidarietà per salvare le specialità delle aree terremotate che saranno offerte dagli agricoltori colpiti dal sisma e alla spesa a chilometri zero con le specialità del territorio nel mercato contadino. #STOCOICONTADINI è anche una occasione unica per conoscere il primato della biodiversità della Fattoria italiana, dalla capra Girgentana dalle lunghe corna a forma di cavaturacciolo all’asino romagnolo sopravvissuto all’estinzione nell’ultima guerra, dal maiale di Cinta senese dalla curioso fascia bianca sul manto scuro alla pecora Bergamasca che è la piu’ grande al mondo“, dalla capra camosciata delle Alpi alla mucca Varzese giunta in Italia con i barbari e che è oggi ridotta a poche decine di esemplari e a molte altre razze insieme a cavalli, oche, anatre, conigli e galline che animano la campagna italiana. Ma ci sono anche i primati green del Made in Italy con i superfood della tradizione nostrana, i cibi piu’ colorati, quelli piu’ antichi, i piu’ rari, i piu’ eroici, i piu’ “volgari”, i piu “puzzolenti” e le new entry arrivate in Italia per effetto dei cambiamenti climatici che fanno del Belpaese una realtà unica nel mondo. Agriasilo dove i bambini possono imparare a mungere gli animali e a pigiare l’uva, lezioni nell’area orti, giardini e fiori con il tutor, lo spazio dell’economia domestica e dell’agricosmetica con i frutti della terra e quello sportivo in collaborazione con il Coni ma anche i trattori storici e quelli dell’ultima generazione e il villaggio delle idee con i giovani dell’Università di Pollenzo che animeranno l’intera area per tutti i tre giorni. Saranno presenti esponenti Istituzionali, rappresentanti della società civile, studiosi, sportivi ed artisti che discuteranno su esclusivi studi e ricerche elaborate per l’occasione dalla Coldiretti su “La grande bellezza delle mille campagne italiane” che per la prima volta fotografa nel 2017 “La svolta degli italiani a tavola” e “La rivoluzione verde che ha cambiato l’Italia”, l’unico Paese al mondo che puo’ vantare primati che vanno dalla qualita’ alla diversita’ alimentare, dalle tradizioni culinarie antiche ai paesaggi agricoli unici fino al turismo enogastronomico. http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/la-grande-bellezza-delle-campagne-italiane-al-villaggio-degli-agricoltori-coldiretti.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=109580900 Mon, 18 Sep 2017 13:18:49 GMT Coldiretti Fvg sul caso Ogm: «Sentenza Ue superata dalla nuova legislazione» In merito alla sentenza emessa dalla Corte di giustizia europea in materia di Ogm, Coldiretti Fvg, in linea con la posizione nazionale, sottolinea come il caso sollevato nel 2014 dall’agricoltore friulano Fidenato si riferisce a un quadro normativo superato dalla legislazione vigente. Il nostro Paese, precisa il presidente regionale di Coldiretti Dario Ermacora, si colloca infatti tra i tanti Stati membri dell’Ue che hanno vietato la semina di Ogm sulla base della direttiva comunitaria approvata nel 2015. «La nostra perdurante contrarietà alle coltivazioni Ogm – sottolinea Ermacora –, come rileva il nostro presidente nazionale Roberto Moncalvo, è legata a questioni di sicurezza ambientale, ma soprattutto al fatto che esse perseguono un modello di sviluppo che è alleato dell'omologazione e va in direzione opposta alla tutela e alla valorizzazione del made in Italy». L’agricoltura italiana – ricorda inoltre Coldiretti nazionale – è diventata la più green d’Europa con il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp che salvaguardano tradizione e biodiversità, la leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, la più vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita a chilometri zero che non devono percorrere lunghe distanze con mezzi di trasporto inquinanti, ma anche con la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e con la decisione – conclude la Coldiretti – di non coltivare organismi geneticamente modificati, come avviene peraltro in 23 Paesi sui 28 dell’Unione Europea. Un’indagine Coldirettyi/ixé divulgata proprio in occasione della sentenza della Corte di giustizia europea, conferma tra l’altro il “no” di quasi 8 italiani su 10 (76%) al biotech nei campi. http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/coldiretti-fvg-sul-caso-ogm-sentenza-ue-superata-dalla-nuova-legislazione-.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=109440147 Wed, 13 Sep 2017 16:45:27 GMT Gli Oscar Green dell’agricoltura giovane Fvg Dal vino per la pace all’olivello spinoso, dai trasformati delle uova al labirinto del mais, dalla start up innovativa alla filiera del Medio Friuli. Angela Bortoluzzi della Borgo Tintor di Gradisca per la categoria “Impresa 2.Terra”. Riccardo Vanone della Rodaro Caterina di Premariacco per “Crea”. Sebastiano Pascolo della Pascolo Sergio di Basiliano per “Campagna Amica”. Fabio Tosoratti della Tosoratti Claudio e Candussio Pia di Bagnaria Arsa per “We Green”. La startup Soplaya di Udine per “Fare Rete”. Il distretto economia solidale-Pan e Farine dal Friul di Miec di Mereto di Tomba per “Agri You”. Sono i 6 vincitori dell’undicesima edizione di Oscar Green, l’iniziativa dedicata ai giovani agricoltori capaci di produrre il buono e il bello del territorio regionale, sulla strada dell’ecosostenibile e al passo con il progresso tecnologico. Anche quest’anno il concorso promosso da Coldiretti Giovani Impresa, patrocinato dal ministero Politiche agricole, ha premiato l’innovazione, valorizzato i progetti dei giovani imprenditori agricoli (ma non solo) e promosso l’agricoltura di qualità. Le premiazioni dei progetti Fvg si sono tenute nella sala convegni di Villa Manin di Passariano, in occasione dell’incontro intergenerazionale “Dalle radici ai germogli-L’impresa familiare agricola linfa per la società” che ha visto giovani, donne e senior di Coldiretti coinvolti in una riflessione sull’importanza delle relazioni tra generazioni nel successo dell’impresa familiare agricola.   «Oscar Green – commenta il presidente di Coldiretti regionale Dario Ermacora – ci ha consentito una volta ancora di dare una spinta virtuosa alla storia produttiva del nostro settore, con benefici effetti per le comunità. Lo hanno assicurato le categorie in concorso: Impresa 2.Terra, rivolta a progetti che valorizzano nuovi percorsi tecnologici e di comunicazione; Campagna Amica, per la valorizzazione del Made in Italy; We Green, aperta a progetti di sostenibilità ambientale; Fare Rete, rivolta ai progetti di partnership che coniugano agricoltura e tecnologia, artigianato tradizionale e mondo digitale, fino agli ambiti del turismo, del design e della ricerca accademica; Agri-You, che sposa il concetto di agricoltura sociale; Crea, che premia creatività e innovazione sia di prodotto che di metodo». I progetti premiati Impresa 2.Terra Categoria per progetti che valorizzano nuovi percorsi tecnologici e di comunicazione. Dedicata alle giovani aziende agroalimentari che hanno creato una cultura d’impresa esemplare, riuscendo a incanalare creatività, originalità e abilità progettuale per lo sviluppo e la crescita dell’agricoltura italiana, coniugando tradizione e innovazione. Angela Bortoluzzi, 35 anni, dell’Az. Agr. Borgo Tintor di Gradisca D’Isonzo (Go) Diciottodieci è il vino per la pace che ogni anno l’azienda vitivinicola Bortoluzzi Wines realizza in edizione limitata a scopo promozionale o per beneficienza. Si tratta di una iniziativa che abbina il vino ad etichette a tiratura limitata realizzate da pittori dell'aerea mitteleuropea dei paesi coinvolti nel conflitto della prima guerra mondiale. L'obiettivo di Diciottodieci è quello di ricordare la terza battaglia dell'Isonzo tra Italiani ed austriaci combattuta tra il 18 ottobre ed il 4 novembre 1915, che vide migliaia di caduti: il vino diventa così messaggero di pace. Crea Dedicata a progetti che si distinguono per creatività e innovazione sia di prodotto che di metodo. La crisi economica e la concorrenza sempre più agguerrita generata da una maggiore apertura dei mercati ha reso necessario puntare su prodotti e processi innovativi in grado di aiutare l’azienda a produrre meglio, in modo più efficiente venendo incontro ad una domanda di mercato sempre più variegata ed eterogenea. Crea premia quelle imprese per cui l’imperativo è innovarsi e diversificare. Riccardo Vanone, 36 anni, dell’Az. Agr. Rodaro Caterina di Premariacco (Ud) Ereditare l’azienda agricola di famiglia e trasformarla radicalmente per reinventare il proprio futuro. Questa la convinzione di Riccardo che ha sostituito i seminativi tradizionali con la coltura dell’olivello spinoso. Un prodotto innovativo che, raccolto in rami, viene congelato per estrarre le bacche, ricchissime di vitamine e proprietà antiossidanti, che vengono poi spedite in Germania per l’utilizzo in campo farmaceutico e della cosmesi. La continua voglia di reinventarsi non ferma Riccardo che sta già studiando anche le tecniche per la produzione della birra aromatizzata all’olivello spinoso. Campagna Amica Categoria dove la parola chiave è capacità di valorizzare i prodotti Made in Italy attraverso il rapporto tra impresa e consumatori. Dedicata ai progetti che danno lustro ai prodotti italiani su scala locale, nazionale e mondiale rispondendo alle esigenze dei consumatori in termini di sicurezza alimentare, qualità, comodità d’uso e tutela ambientale. Sebastiano Pascolo, 25 anni, dell’Az. Agr. Pascolo Sergio di Basiliano (Ud) Primi e unici in Italia a ideare e produrre frittate precotte confezionate e uova sgusciate pastorizzate a freddo (max mantenimento qualità dell’uovo fresco). L’allevamento di galline ovaiole alta qualità certificate bio, puntando su sperimentazione, innovazione di processo e di prodotto, è oggi la prima realtà italiana pronta a mettere sul mercato i trasformati dalle proprie uova in risposta a mirate esigenze di mercato, questo grazie all’ingresso del giovane Sebastiano e alla collaborazione con staff di esperti. Studiato apposito packaging e pianificato una puntuale campagna di marketing digitale. We Green Categoria che premia i progetti che promuovono un modello di sviluppo sostenibile, dove il ruolo dell’imprenditore diventa fondamentale per lo sviluppo della comunità e del territorio: nascono imprese più umane, dove l’agricoltura diventa un mezzo fondamentale per il benessere generale. Fabio Tosoratti, 26 anni, dell’Az. Agr. Tosoratti Claudio e Candussio Pia di Bagnaria Arsa (Ud) Adulti, bambini, giovani curiosi vanno in fattoria didattica La Selce per un giro diurno/notturno nel labirinto nel mais: 2014 primo esperimento con ricamato nel mais un nome, 2015 riprodotta nel granoturco la forma stellata della città di Palmanova, 2016 realizzato un labirinto a forma di Friuli. Da progetto cartaceo fatto con calcoli matematici, percorso in campo realizzato in scala a mano, sfalciando il mais secondo punti definiti da precise coordinate. 2 km di sentieri per una vera carta geografica del Friuli con le 4 province e inserimento in percorso di località/zone d’interesse storico/turistico. Pronto ad essere inaugurato proprio in questi giorni il nuovo labirinto: la creazione 2017 disegna un percorso, con livelli di difficoltà crescente, tra elementi caratteristici dell’attività de La Selce. Fare Rete Categoria che si rivolge a progetti che rispondono alla parola d’ordine “partnership”. Prende in considerazione modelli di imprese, cooperative, consorzi agrari, società agricole e start up, capaci di creare reti sinergiche in grado di massimizzare i vantaggi delle aziende agroalimentari e del consumatore finale. Si tratta di progetti promossi nell’ambito di partenariati variegati, che coniugano agricoltura e tecnologica così come artigianato tradizionale e mondo digitale, arrivando fino agli ambiti del turismo, del design e di ricerca accademica. Soplaya di Udine (Mauro Germani - 25 anni, Gian Carlo Cesarin - 26 anni, Ivan Litsvinenka – 30 anni, Davide Marchesi – 30 anni, Valentina Giordano – 27 anni) Produttori agricoli, chef e agrichef, mense scolastiche e agriturismi in rete grazie a Soplaya: la start up innovativa che ha creato un mercato digitale per far arrivare giornalmente nelle cucine ingredienti stagionali, a km zero e di qualità. Cuochi e agrichef fanno la spesa su tablet e smartphone attraverso l’app: l'approvvigionamento è semplice e veloce. I produttori vendono al giusto prezzo, possono contare su pianificazione e gestione delle produzioni e su un’efficiente logistica per consegna della spesa. Sinergia con Coldiretti per offrire l'opportunità alle aziende di Campagna Amica. Agri You Categoria per i progetti che sposano il concetto di agricoltura sociale, ovvero volti a rispondere a bisogni della persona e della collettività grazie alla capacità di trasformare idee innovative in servizi e prodotti destinati a soddisfare esigenze generali e al tempo stesso creare valore economico e sociale. D.E.S. Distretto economia solidale-Pan e Farine dal Friul di Miec di Mereto di Tomba (Ud) Quattro comuni (Mereto di Tomba, Basiliano, Flaibano e Sedegliano) collaborano per lo sviluppo di un nuovo modello agroalimentare per il territorio: il progetto “Pan e farine dal Friûl di mieç” per creare una filiera locale, sostenibile, inclusiva di farina di grano e derivati, volto alla costituzione del Distretto di Economia Solidale del Medio Friuli. Soggetti coinvolti: agricoltori, centri di stoccaggio, mugnai, panettieri, singoli cittadini/consumatori, rivenditori, municipalità locali. Progetto di solidarietà sociale per chi produce e chi acquista/consuma, per lo sviluppo del territorio, per salvaguardare la dignità del lavoro, la vita sociale di comunità e ambiente. http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/gli-oscar-green-dell-agricoltura-giovane-fvg.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=107493014 Thu, 13 Jul 2017 15:23:41 GMT SAN DANIELE A RISCHIO PIRATERIA. ANCHE COLDIRETTI FVG A ROMA A #STOPCETA Per la prima volta nella storia l’Unione Europea legittima in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dall’Asiago alla Fontina dal Gorgonzola ai Prosciutti di Parma e San Daniele. È l’allarme lanciato dalla Coldiretti, che parla di un «precedente disastroso» in occasione della mobilitazione di migliaia di agricoltori che hanno lasciato le campagne per invadere oggi Roma, piazza Montecitorio davanti al Parlamento, dove è in corso la discussione per la ratifica del Trattato di libero scambio con il Canada. Un accordo che colpisce anche il più famoso prodotto friulano, il San Daniele, e il formaggio italiano più esportato nel mondo, il Parmigiano Reggiano, che potrà essere liberamente prodotto e commercializzato dal Canada con la traduzione di Parmesan. L’iniziativa #stopCETA è condivisa con un'inedita e importante alleanza con altre organizzazioni (Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch) che chiedono di fermare un trattato sbagliato e pericoloso per l’Italia. La svendita dei marchi storici del Made in Italy agroalimentare non è solo un danno sul mercato canadese ma – sottolinea anche la Coldiretti Fvg, presente a Roma con il presidente regionale Dario Ermacora, il direttore regionale Danilo Merz, presidenti, direttori, una delegazione di giovani e soci delle federazioni provinciali – è soprattutto un pericoloso precedente nei negoziati con altri Paesi anche emergenti che sono autorizzati cosi a chiedere le stesse concessioni. Per denunciare il pericoloso “cavallo di troia” è stato esposto per la prima volta su un banco della Coldiretti il “maxipacco” dono del falso Made in Italy con le imitazioni delle specialità più prestigiose, dai formaggi ai salumi, realizzate in Canada e che il paese nordamericano sarà di fatto autorizzato a produrre e vendere ai consumatori di tutto il mondo con la ratifica del trattato. Nel cesto della Coldiretti tra i vari prodotti ci sono Asiago, Romano, Montasio, pecorino friulano, romanello, scamorze, Crotonese, Fontina, provoloncino friulano salami, cacciatore salami, veneto salami, mortadella Italia salami, prosciuttino Italia salami, soppressata salami Italia, Siciliano italian style salami, Toscano italian style salami, Napoli italian style salami e San Daniele prosciutto, tutti rigorosamente prodotti in Canada. Ma nessun limite è previsto nell’accordo neppure per i wine kit che promettono di produrre in poche settimane le etichette più prestigiose dei vini italiani, dal Chianti al Valpolicella, dal Barolo al Verdicchio che il Canada produce ed esporta in grandi quantità in tutto il mondo. Casi eclatanti di sfruttamento delle denominazioni per prodotti che nulla hanno a che fare con quelli originali, di cui rappresentano di fatto delle caricature come il Romano che scimmiotta il pecorino romano ma è fatto con latte di mucca invece che con quello di pecora. Secondo il dossier della Coldiretti, ben 250 denominazioni di origine (Dop/Igp) italiane riconosciute dall’Ue non godranno di alcuna tutela sul territorio canadese. Peraltro il trattato dà il via libera all’uso di libere traduzioni dei nomi dei prodotti tricolori (un esempio è il parmesan) mentre per alcuni prodotti (asiago, fontina e gorgonzola) è consentito in Canada l’uso degli stessi termini accompagnato con “genere”, “tipo”, “stile”, e da una indicazione visibile e leggibile dell’origine del prodotto. Ma se sono stati immessi sul mercato prima del 18/10/2013 possono essere addirittura commercializzati senza alcuna indicazione. La tutela delle indicazioni geografiche riconosciute – rileva Coldiretti – non impedisce l’uso in Canada di indicazioni analoghe per coloro che abbiano già registrato o usato commercialmente tale indicazione (sono compresi nell’eccezione formaggi, carni fresche e congelate e carni stagionate). In sostanza si potrà continuare a produrre e vendere “prosciutto di Parma” canadesi in coesistenza con quello Dop ma anche “Daniele Prosciutto” locale. È anche riconosciuta la possibilità di utilizzare parti di una denominazione di una varietà vegetale o di una razza animale (come ad esempio la chianina). «La presunzione canadese di chiamare con lo stesso nome alimenti del tutto diversi è inaccettabile perché si tratta di una concorrenza sleale che danneggia i produttori e inganna i consumatori», afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che «si rischia di avere un effetto valanga sui mercati internazionali dove invece Italia e Ue hanno il dovere di difendere i prodotti che sono l’espressione di una identità territoriale non riproducibile altrove, realizzati sulla base di specifici disciplinari di produzione e sotto un rigido sistema di controllo». Di fronte a un simile scenario, non resta che auspicare la mancata ratifica dell’intesa, aggiunge Ermacora: «I marchi delle nostre eccellenze hanno conquistato un vasto mercato e una larga diffusione senza alcuna necessità di Ceta o Ttip. Gli Stati Ue hanno l’occasione di dimostrare di tenere più alla salute dei cittadini che non alle esigenze delle multinazionali. Nell’attesa, Coldiretti non lascerà nulla di intentato per convincere i 28 europarlamentari italiani che hanno votato a favore dell’accordo a un opportuno cambio di direzione. La mobilitazione serve intanto a informare rappresentanti istituzionali, associati, cittadini-consumatori sui rischi concreti che il provvedimento porta con sé». http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/san-daniele-a-rischio-pirateria-anche-coldiretti-fvg-a-roma-a-stopceta.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=107217003 Wed, 05 Jul 2017 10:39:41 GMT