Coldiretti Friuli Venezia Giulia News - Coldiretti Friuli Venezia Giulia http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/ Mon, 26 Mar 2018 16:59:50 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/ 60 530 FIRME CONTRO IL “CIBO FALSO Grande successo dell’iniziativa anti-Ceta di Coldiretti Fvg. La Federazione, contraria all’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Canada, ha promosso e organizzato oggi un presidio a Udine, in via Savorgnana di fronte all’ex cinema Puccini. Assieme alle altre associazioni che si oppongono al Ceta – . Coldiretti Fvg ha informato i cittadini sulle motivazioni della sua posizione – appoggiata tra l’altro da tre comuni su quattro in Fvg e da numerosi parlamentari – e ha inoltre raccolto firme (530 la conta finale) per la sua campagna Stop Cibo Falso, nell’ambito della petizione popolare indirizzata al Parlamento europeo e finalizzata a introdurre l’obbligatorietà dell’indicazione del Paese d’origine o luogo di provenienza dell’ingrediente primario di un alimento. «Un’etichetta trasparente, che indichi l’origine degli ingredienti – sottolinea il presidente di Coldiretti regionale Dario Ermacora –, è determinante a tutela della salute, dato che ogni giorno corriamo il rischio di trovare nel piatto alimenti di qualità basse, se non tossici, provenienti dall’estero». http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/530-firme-contro-il-cibo-falso.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116649743 Mon, 26 Mar 2018 16:59:50 GMT PRESIDIO COLDIRETTI CONTRO IL CETA Continuano le iniziative anti-Ceta di Coldiretti Fvg. La Federazione, contraria all’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Canada, un’iniziativa fortemente penalizzante nei confronti del made in Italy, promuove un presidio venerdì 23 marzo a Udine, in via Savorgnana di fronte all’ex cinema Puccini, dalle 15.30 alle 19. Presenti anche altre associazioni che si oppongono al Ceta – Stop TTIP Italia, Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch –, Coldiretti Fvg informerà i cittadini sulle motivazioni della sua posizione, appoggiata tra l’altro da tre comuni su quattro in Fvg e da numerosi parlamentari, e raccoglierà firme per la sua campagna Stop Cibo Falso, nell’ambito della petizione popolare indirizzata al Parlamento europeo e finalizzata a introdurre l’obbligatorietà dell’indicazione del Paese d’origine o luogo di provenienza dell’ingrediente primario di un alimento. «Un’etichetta trasparente, che indichi l’origine degli ingredienti – sottolinea il presidente regionale Dario Ermacora –, è determinante a tutela della salute, dato che ogni giorno corriamo il rischio di trovare nel piatto alimenti di qualità basse, se non tossici, provenienti dall’estero». http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/presidio-coldiretti-contro-il-ceta.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116500378 Wed, 21 Mar 2018 17:11:24 GMT Agrichef Fvg, ecco i nuovi 17 “promossi” Sono 17 gli Agrichef del Friuli Venezia Giulia, tutti aderenti alla rete di Campagna Amica, “promossi” al termine del primo corso dell’associazione Terranostra (Associazione per l’agriturismo e l’ambiente di Coldiretti) in collaborazione con Campagna Amica, il progetto Coldiretti per un rapporto diretto agricoltore-consumatore. Si tratta di Serena Basello (Andronute di Castions di Strada), Doriana Bertin (Alle Genziane di Travesio), Luigina Betto (Mulino Delle Tolle di Bagnaria Arsa), Martina Bianco (La Fattoria di Pavia di Udine), Valdea Cisilino (Al cjantà dal gjal di Mereto di Tomba), Francesco Comelli (I Comelli di Nimis), Fabrizia Cortina (Alle Genziane di Travesio), Giorgia De Luca (Daur de Lune di Faedis), Cristina Della Mea (Malga Priu di Malborghetto Valbruna), Paolo Durì (Al Buttasella di Mortegliano), Serena Fonga (Ronchi di Sant’Egidio di Manzano), Marisa Piussi (Prati Oitzinger di Tarvisio), Nevo Skerlj (Bajta-Fattoria Carsica di Sgonico), Angelica Squizzato (Tina di San Giorgio della Richinvelda), Vivianne Toffoli (Ristoro al 57 di Budoia), Bruno Tonini (Al Selvadigo di Basovizza) e Tiziano Trevisanutto (Gelindo dei Madredi di Vivaro). «Un gruppo meraviglioso pronto a dare il massimo della cucina contadina: tradizione e innovazione sul piatto degli agriturismi di Campagna Amica», commenta il presidente di Coldiretti Fvg Dario Ermacora, presente alla consegna degli attestati e della giacca con logo Agrichef assieme ai direttori provinciali, al delegato Giovani Marco De Munari, alla presidente di Terranostra Fvg Giorgia De Luca e al primo Agrichef regionale Alvio Pituello. http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/agrichef-fvg-ecco-i-nuovi-17-promossi-.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116019315 Thu, 08 Mar 2018 11:35:30 GMT Coldiretti Fvg e Terranostra lanciano il primo corso regionale Agrichef di Campagna Amica Campagna Amica, il progetto Coldiretti per un rapporto diretto agricoltore-consumatore, e l’associazione agrituristica Terranostra promuovono il primo corso Agrichef del Friuli Venezia Giulia. «Obiettivo – spiega il presidente regionale di Coldiretti Dario Ermacora – è di contribuire a formare nuovi professionisti nel mondo della cucina del territorio. Il corso valorizzerà naturalmente prodotti e ricette tradizionali, innovate sul piano tecnico e della realizzazione». Il programma per i 17 partecipanti della regione, tutti di imprese agrituristiche aderenti a Campagna Amica e destinati a costituire il primo gruppo di Agrichef Fvg, con tanto di albo, prevede il primo appuntamento lunedì 19 febbraio all’agriturismo Pituello di Talmassons, con lezioni anche martedì 20 e mercoledì 21. Lunedì 26, martedì 27 (con presenza di Emanuele Scarello, chef bistellato del ristorante Agli Amici di Godia) e mercoledì 28 il corso si terrà invece alla Lataria dei Magredi a Vivaro di Pordenone. In entrambe le strutture le lezioni inizieranno alle 9 per terminare alle 16, con la sola eccezione della giornata di chiusura: dalle 9 alle 13 con consegna attestati (presente il presidente di Coldiretti Fvg Dario Ermacora) e giacca con logo Agrichef, alla presenza del segretario nazionale Terranostra Antonio De Amicis. I docenti, oltre a Scarello, saranno il presidente nazionale Terranostra Diego Scaramuzza, Michele Sabbadini, Alvio Pituello e Silvia Cappellazzo. Lezioni teoriche a cura di Barbara Toso, area sicurezza alimentare, e Elisabetta Tavano, area comunicazione Coldiretti regionale. http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/coldiretti-fvg-e-terranostra-lanciano-il-primo-corso-regionale-agrichef-di-campagna-amica.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=115347039 Mon, 19 Feb 2018 11:29:07 GMT Ermacora: «No all’omologazione imposta dagli Ogm» «Ferma restando la serietà degli istituti che hanno condotto la ricerca, credo ci troviamo di fronte a una semplificazione, dato che solo un comitato scientifico può fare affermazioni certe in tema di salute. Quello che non è cambiato, inoltre, è che diversi Stati dell’Ue continuano ad applicare il principio di precauzione». Lo afferma il presidente di Coldiretti Fvg Dario Ermacora in merito allo studio sugli Ogm curato dalla Scuola Superiore Sant’Anna e dall’Università di Pisa. «La questione – prosegue Ermacora – è tuttavia anche economica. Non può essere in nessun modo strategico un percorso che porta all’omologazione e alla monocultura. Il nostro punto di forza, al contrario, rimangono la distintività, la tipicità, la biodiversità, i valori che fanno riconoscere il made in Italy come eccellenza nel mondo, al punto da essere copiato. Tra l’altro – conclude il presidente regionale di Coldiretti –, non si comprende quale possa essere il vantaggio dell’omologazione in un Paese come il nostro in cui la media della dimensione d’azienda è inferiore ai 13 ettari». http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/ermacora-no-all-omologazione-imposta-dagli-ogm-.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=115210993 Fri, 16 Feb 2018 12:48:20 GMT Coldiretti, boom delle enoteche in Fvg: +30%  Il Friuli Venezia Giulia ha visto aumentare le enoteche del 30% in cinque anni. Da 89 (quelle presenti nel 2012) alle 116 del 2017: 45 in provincia di Udine, 27 a Trieste, 25 a Pordenone, 19 a Gorizia). Il contesto nazionale è quello di una crescita del 13%, sempre nel quinquennio, con la presenza di 7.300 “oasi del vino” lungo tutta la Penisola. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti e della Camera di commercio di Milano dalla quale si evidenzia la crescente attenzione alla qualità negli acquisti di vino che è diventato una espressione culturale da condividere con amici e parenti. I tre capoluoghi con il più alto numero di punti vendita sono Napoli con 546, Roma con 482 e Milano con 264, ma le città dove si registra la crescita maggiore sono Bologna (+170%), Foggia (+68%), Verona (+66%), Cuneo (+65%), Messina e Milano (63%). Trieste è poco sotto con il +59%. Forte – precisa la Coldiretti – la presenza femminile con le donne alla guida di più di una enoteca su quattro (27%) mentre il 12% delle sono gestite da giovani soprattutto al Sud con punte del 25% a Taranto e del 20% a Catania e Palermo. Una tendenza – prosegue la Coldiretti – che conferma una decisa svolta verso la qualità con il vino che è diventato l’emblema di uno stile di vita “lento”, attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con sé stessi, da contrapporre all’assunzione sregolata di alcol. Lo dimostra il boom dei corsi per sommelier, ma anche il numero crescente di giovani ci tiene ad essere informato sulle caratteristiche dei vini e cresce tra le nuove generazioni la cultura della degustazione consapevole con la proliferazione di wine bar e un vero boom dell’enoturismo che oggi genera un indotto turistico di quasi 3 miliardi di euro l'anno e ha conquistato nell’ultima manovra il suo primo storico quadro normativo. Nell’ultimo anno 16,1 milioni di italiani hanno partecipato a eventi, sagre, feste locali legate in qualche modo al vino e tra questi molti giovani a dimostrazione della capacità del nettare di bacco di incarnare valori immateriali e simbolici collocandosi sulla frontiera più avanzata di un consumo consapevole, maturo, responsabile, molto orientato alla qualità materiale e immateriale del prodotto. È in atto – continua la Coldiretti – una rivoluzione sulle tavole degli italiani con i consumi di vino che, dopo aver raggiunto il minimo a 33 litri pro capite nel 2017, hanno invertito la tendenza con un aumento record degli acquisti delle famiglie del 3%, trainato dai vini Doc (+5%), dalle Igt (+4%) e degli spumanti (+6%) mentre calano gli acquisti di vini comuni (-4%). Se i consumi interni sono attestati sui 4 miliardi di euro, il vino è anche uno dei prodotti preferiti dai turisti stranieri in Italia e dai consumatori all’estero considerato che nell’anno appena trascorso l’export è cresciuto del 7% sfiorando la cifra record di 6 miliardi di euro. Le vendite all’estero hanno avuto un incremento in valore del 6% negli Usa che sono di gran lunga il principale cliente anche se per il 2018 pesa l’impatto del super euro che ha raggiunto il massimo da tre anni. L’aumento è stato – continua la Coldiretti – del 3% in Germania e dell’8% nel Regno Unito che nonostante i negoziati sulla Brexit resta sul podio dei principali clienti. In termini di aumento percentuale però la migliore performance con un balzo del 47% viene fatta registrare dalla Russia dove il vino è uno dei pochi prodotti agroalimentari Made in Italy non colpiti dall’embargo. E tutto questo nonostante una vendemmia che ha visto dire addio a una bottiglia su 4 a causa del calo della produzione anche se l’Italia mantiene comunque il primato mondiale, davanti alla Francia, con circa 40 milioni di ettolitri destinati per oltre il 40 per cento ai 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e ai 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), il 30 per cento ai 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 per cento a vini da tavola.   Enoteche 2017   Enoteche 2012   Var. 17/12   GORIZIA               19   15   26,7%   PORDENONE              25   18   38,9%   TRIESTE               27   17   58,8%   UDINE                 45   39   15,4%   Fvg   116   89   30,3%   http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/coldiretti-boom-delle-enoteche-in-fvg-30-.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=114059659 Tue, 16 Jan 2018 16:00:44 GMT I tesori nascosti dei borghi, anche il Fvg a Roma con i suoi prodotti tipici «La tipicità di trova spesso nel “piccolo”, ed è una ricchezza straordinaria», osserva Dario Ermacora, presidente regionale di Coldiretti del Friuli Venezia Giulia nel giorno in cui la Federazione nazionale, assieme a Fondazione Symbola, inaugura al Centro Congressi di palazzo Rospigliosi a Roma la prima rassegna dei prodotti tipici dei comuni con meno di 5mila abitanti. Anche in Fvg i prodotti Dop (prosciutto di San Daniele, formaggio Montasio, Olio Tergeste e Brovada) e Igp (prosciutto di Sauris) nascono in particolare sui territori dei piccoli comuni, coinvolgendo quindi realtà sotto i 5mila abitanti che, nel caso del prosciutto di Sauris, diventano anche zona di produzione esclusiva. È quanto emerge dal primo studio Coldiretti/Symbola su “Piccoli comuni e tipicità” presentato oggi a Roma – presenti i presidenti provinciali di Coldiretti Fvg e il direttore Danilo Merz, in esposizione per il Fvg l’aglio di Resia –, in occasione dell’apertura dell’anno nazionale del cibo italiano nel mondo per raccontare un patrimonio enogastronomico del Paese custodito fuori dai tradizionali circuiti turistici, che potrà ora essere finalmente valorizzato e promosso grazie alla legge 158/17 che contiene misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni. «In Friuli Venezia Giulia – ricorda la Coldiretti – si producono tipicità Dop e Igp come la Brovada, il formaggio Montasio e l’olio Tergeste. Tesori che nascono grazie a una rete di piccoli comuni dove vive il 23,5% della popolazione e copre quasi più del 70% del territorio, con una presenza diffusa e capillare su un’area dove il senso di comunità si allea con l’appartenenza territoriale e la custodia di valori e tradizioni come quella del cibo e dei prodotti tipici». http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/i-tesori-nascosti-dei-borghi-anche-il-fvg-a-roma-con-i-suoi-prodotti-tipici.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=113895667 Thu, 11 Jan 2018 11:01:42 GMT Paola Gandin presidente di Ue.Coop Fvg L’assemblea regionale dell’Unione Europea delle cooperative (Ue.Coop) riunita a Basiliano ha rinnovato le cariche sociale e nominato il nuovo presidente, Paola Gandin, già a capo della cooperativa sociale Terranova di Turriaco. Nel corso dei lavori, alla presenza del Coordinatore organizzativo Vincenzo Sette, gli enti mutualistici aderenti hanno anche nominato i delegati per l’assemblea nazionale in programma a Roma a prossimo febbraio per la nomina del nuovo consiglio. La neo eletta, nel saluto di ringraziamento, ha sottolineato la peculiarità di Ue.Coop in termini di etica e spirito cooperativistico, «valori intramontabili di cui l’associazione deve farsi portavoce a tutti i livelli». Ha quindi invitato gli associati a prendere parte attivamente a momenti di progettazione comune, creazione di reti d’impresa, partecipazione in rete a bandi nazionali e europei. Gandin sarà affiancata nel prossimo quinquennio da Pierangelo Spagnolo (Spagnolo Agroenergia di Spilimbergo), Nives Querini (Tecnocoop di Gorizia), Dario Ermacora (Consorzio Agrario Fvg di Basiliano) e Roberto Marani (Società Cooperativa San Martino di Marano Lagunare). http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/paola-gandin-presidente-di-ue-coop-fvg.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=113273324 Fri, 22 Dec 2017 09:52:52 GMT Il Friuli Venezia Giulia quinto in Italia per consumo di suolo Il Friuli Venezia Giulia è la quinta regione italiana per consumo di suolo. Lo evidenzia l’edizione 2017 del Rapporto Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), un quadro aggiornato dei processi di trasformazione del territorio. Nel 2016, in 15 regioni viene superato il 5% di consumo di suolo, con il valore percentuale più elevato in Lombardia e in Veneto (oltre il 12%) e in Campania (oltre il 10%). Seguono Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Puglia e Liguria, con valori compresi tra l’8 e il 10%. Il dato del Fvg è 8,9% (con picchi del 23,1% in provincia di Trieste e del 14,1% in provincia di Gorizia), per un totale di 69.927 ettari, 49 in più dell’anno precedente. Il valore pro capite è pari a 573 contro una media italiana di 380. Ancora nel dettaglio Fvg, i comuni con maggiore consumo di suolo in percentuale rispetto alla superficie sono Monfalcone (49,2%), Udine (42,1%) e Pordenone (40,5%), mentre in valore assoluto spiccano Trieste (30 chilometri quadrati), Udine (24) e Pordenone (15). Il più alto consumo pro capite si riscontra poi a Drenchia (5.031 metri quadrati per abitante), Dogna (4.476) e Barcis (4.059). «I dati rimangono preoccupanti – commenta il presidente di Coldiretti Fvg Dario Ermacora – e si collegano a un trend italiano che ha visto negli ultimi 25 anni il venir meno di un quarto della terra coltivata per colpa della cementificazione e dell’abbandono, il risultato di modelli di sviluppo che non condividiamo. Non dimentichiamo tra l’altro i costi occulti conseguenti all’erosione visto il valore ecosistemico dell’agricoltura in termini di produzione, stoccaggio del carbonio, protezione dell’erosione, prevenzione danni provocati dalla mancata infiltrazione dell’acqua e salvaguardia degli impollinatori». Una proposta? «Lavorare anche sul recupero delle aree dismesse: penso a quella produttive ma anche ai sedimi stradali: perché non bonificare le vecchie strade nella fase di costruzione della nuova viabilità?». La Valle d’Aosta, si legge ancora nel Rapporto, è l’unica  regione rimasta sotto la soglia del 3%, mentre la Lombardia detiene il primato anche in termini assoluti, con quasi 310mila ettari del suo territorio coperto artificialmente (circa il 13% dei 2,3 milioni di ettari del consumo di suolo nazionale è all’interno di quella regione). http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/il-friuli-venezia-giulia-quinto-in-italia-per-consumo-di-suolo.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112778163 Thu, 07 Dec 2017 11:28:34 GMT AL VIA PRIMO BLACK FRIDAY DELLA TAVOLA In occasione dello storico appuntamento dell’anno internazionale del cibo italiano nel mondo proclamato nel 2018, all’apertura del Villaggio contadino della Coldiretti sul lungomare Caracciolo, Rotonda Diaz, a Napoli, la Federazione ha presentato il censimento delle specialità alimentari tradizionali, ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni.   Dal formadi frant alla jota, dalla Rosa di Gorizia alla gubana, il Friuli Venezia Giulia contribuisce con 169 prodotti al lungo elenco delle 5047 specialità presenti sul territorio nazionale. «Un patrimonio di grande valore – commenta il presidente di Coldiretti Fvg Dario Ermacora –, che rappresenta le diverse articolazioni della regione ed è il frutto del lavoro di agricoltori che tutelano la biodiversità e la tradizione, ma riescono anche a salvare alcuni prodotti dal rischio estinzione». http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/al-via-primo-black-friday-della-tavola.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112318869 Fri, 24 Nov 2017 11:06:42 GMT La terra ospitale è risorsa per tutti «Dove posso acquistare l’olio buono?». Monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli si è rivolto con questo interrogativo alle centinaia di agricoltori in Basilica ad Aquileia per la 67esima Giornata del Ringraziamento promossa e organizzata, quest’anno in Friuli Venezia Giulia, da Coldiretti e Cei. «Voi che lavorate in agricoltura e siete qui per ringraziare il Signore per il frutti di campi, vigne e oliveti dovreste sapere dove trovarlo – ha proseguito l’arcivescovo di Gorizia commentando la parabola delle dieci vergini del Vangelo secondo Matteo –: l’olio buono per le nostre lampade lo trovate nel mercato dei poveri». Un riferimento anche al messaggio che i vescovi hanno consegnato alla Chiesa, quello di rendere l’agricoltura ospitale: ai giovani, ai migranti a tutti i possibili percorsi di integrazione. «Viene indicata una nuova rotta verso relazioni più umane, perché ci sono un’armonia da rispettare e legami fraterni da costruire – le parole di La terra, casa della vita e casa comune, è affidata alla responsabilità e creatività dell’uomo perché diventi una dimora accogliente per tutti». Ma di cosa ha bisogno oggi l’agricoltura? «Ha bisogno che venga riconosciuto il valore del cibo, non una merce qualsiasi, ma il frutto del lavoro e della vita degli agricoltori – ha osservato il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo, ad Aquileia con la giunta nazionale –. Dentro il cibo ci sono virtù fondamentali come la sicurezza alimentare, la sostenibilità ambientale, il rispetto delle persone. Serve dunque riconoscere a chi lavora il giusto prezzo del cibo. Ogni qual volta i consumatori scelgono il volto dell’agricoltore e il prodotto italiano, stanno dando una mano al settore economico che più può dare soddisfazione nel nostro Paese. Una speranza importante su cui si deve investire». Moncalvo, visitando al termine della benedizione degli agricoltori e delle macchine agricole, le 7 casette di legno che hanno composto il percorso del territorio (Dolomiti Magredi, Campagna pordenonese, Carnia e Tarvisiano, Collina e pianura friulana, Carso, Mare e laguna, Collio goriziano e isontino), mentre all’interno di una tensostruttura con cucina erano in degustazione – per i 1500 presenti, con la Regione rappresentata dal vicepresidente Sergio Bolzonello – i prodotti Fvg all’insegna della biodiversità, ha trovato conferma della «unicità dell’agricoltura italiana, un modello fatto di qualità, storia, legame con il territorio, ma anche di sostenibilità». «Oltre a rappresentare un momento tradizionale, la Giornata del Ringraziamento ha contribuito a valorizzare il ruolo sociale e di presidio del territorio che l’agricoltura svolge – ha aggiunto il presidente di Coldiretti Fvg Dario Ermacora –. Siamo orgogliosi che la Cei abbia indicato il Fvg come sede di un evento che ci ha consentito di evidenziare concretamente la forza dell’agroalimentare». http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/la-terra-ospitale-e-risorsa-per-tutti.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=111967586 Tue, 14 Nov 2017 16:39:12 GMT SCATTA L'OBBLIGO DELL'ORIGINE IN ETICHETTA Scatta definitivamente l'obbligo di indicare obbligatoriamente in etichetta l'origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari come burro, formaggi, yogurt per impedire di spacciare come Made in Italy i prodotti ottenuti degli allevamenti stranieri. Lo rende noto la Coldiretti nell’annunciare che è scaduto il termine di 180 giorni per smaltire le scorte di confezioni con il sistema di etichettatura precedente all’entrata in vigore dal decreto Indicazione dell'origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari, in attuazione del regolamento (UE) n. 1169/2011 firmato dai ministri delle Politiche Agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. Il consiglio ai consumatori italiani è di verificare L'obbligo di indicazione di origine del latte o del latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari, si applica - spiega la Coldiretti - al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale e sarà riconoscibile in etichetta dalle seguenti diciture: a)    "Paese di mungitura": nome del Paese nel quale è stato munto il latte; b)    "Paese di confezionamento e trasformazione": nome del Paese nel quale il latte è stato condizionato o trasformato. Qualora il latte o il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, condizionato o trasformato, nello stesso Paese, l'indicazione di origine può essere assolta con l'utilizzo della seguente dicitura: "origine del latte": nome del Paese. Se invece le operazioni indicate avvengono nel territorio di più Paesi membri dell'Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate - precisa la Coldiretti - le seguenti diciture: "latte di Paesi UE" per l'operazione di mungitura, "latte condizionato o trasformato in Paesi UE" per l'operazione di condizionamento o di trasformazione. Infine qualora le operazioni avvengano nel territorio di piu' Paesi situati al di fuori dell'Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate le seguenti diciture: “latte di Paesi non UE” per l'operazione di mungitura, “latte condizionato o trasformato in Paesi non UE” per l'operazione di condizionamento o di trasformazione. Per le violazioni si applicano le sanzioni di cui all'art. 4, comma 10, della legge 3/2/2011, n. 4. 1,7 milioni di mucche da latte presenti in Italia ma anche pecore, capre e bufale possono finalmente mettere la firma sulla propria produzione di latte, burro, formaggi e yogurt che - sottolinea la Coldiretti – è garantita da livelli di sicurezza e qualità superiore grazie al sistema di controlli realizzato dalla rete di veterinari più estesa d`Europa, ma anche ai primati conquistati a livello comunitario con la leadership europea con 50 formaggi a denominazione di origine protetta realizzati sulla base di specifici disciplinari di produzione. L`obbligo di indicare l`origine in etichetta - continua la Coldiretti - salva dall`omologazione l`identità di ben 487 diversi tipi di formaggi tradizionali censiti a livello regionale territoriale e tutelati perché realizzati secondo regole tramandate da generazioni che permettono anche di sostenere la straordinaria biodiversità delle razza bovine allevate a livello nazionale. Si conclude positivamente una lunga battaglia della Coldiretti che risponde alle esigenze di trasparenza degli italiani che secondo la consultazione pubblica online del Ministero delle politiche agricole, in più di 9 casi su 10, considerano molto importante che l`etichetta riporti il Paese d`origine del latte fresco (95%) e dei prodotti lattiero-caseari quali yogurt e formaggi (90,84%), mentre per oltre il 76% lo è per il latte a lunga conservazione" ha affermato  Moncalvo. Con l'etichettatura di origine si dice finalmente basta all'inganno del falso Made in Italy con tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia che sono stranieri, cosi come la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura  cagliate provenienti dall'estero, senza che questo sia stato obbligatorio fino ad ora riportarlo in etichetta, ha continuato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che si tratta anche di un importante segnale di cambiamento anche a livello comunitario dove occorre proseguire nella l'impegno per la trasparenza". http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/scatta-l-obbligo-dell-origine-in-etichetta.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=110744321 Tue, 17 Oct 2017 15:20:59 GMT RIAPRE IL MERCATO CONTADINO AL CIRCO MASSIMO Alla vigilia dell’inverno gli agricoltori, i pastori e gli allevatori terremotati che non hanno voluto abbandonare stalle e aziende portano i primi raccolti dopo il sisma all’ inaugurazione del nuovo mercato di Roma Capitale di Campagna Amica al Circo Massimo. L’iniziativa della Coldiretti per la riapertura dello storico mercato degli agricoltori in via San Teodoro 74 a Roma a partire dalle ore 9,30 di Venerdì 6 ottobre per un nuovo inizio all’insegna della solidarietà che non si è mai spenta tra i cittadini come dimostra l’analisi Coldiretti/Ixe’ che sarà presentata nell’occasione insieme ad un bilancio della situazione nelle campagne terremotate. Gli agricoltori delle zone danneggiate dal sisma offriranno le esclusive specialità locali della rinascita per sostenere concretamente e direttamente la ripresa economica ed occupazionale che deve procedere di pari passo con la ricostruzione nei territori colpiti come dimostrano le storie di chi con grande coraggio e dignità è rimasto a vivere e lavorare nelle campagne ferite dove la situazione è ancora difficile. La riapertura del mercato al Circo Massimo con le importanti novità è l’occasione per fare il punto sulla spesa dal contadino in Italia nel 2017 con lo studio Coldiretti/Campagna Amica nel girono della diffusione dei dati Istat sul commercio al dettaglio. Saranno presenti tra gli altri il Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, Il Presidente della Coldiretti Lazio e Roma David Granieri, il Sindaco di Roma Capitale Virginia Raggi e rappresentanti Istituzionali, dei consumatori e delle forze economiche e sociali. http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/riapre-il-mercato-contadino-al-circo-massimo.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=110227898 Thu, 05 Oct 2017 15:14:26 GMT CASTAGNO GIGANTE DI PULFERO-PEGLIANO Le dimensione è imponente: 25 metri di altezza, 9 di circonferenza. Gli anni sono dunque tantissimi: siamo attorno ai 400. È il castagno di Pegliano, estrema frazione del comune di Pulfero. Dopo la prima dell’anno scorso, il 6-7-8 ottobre andrà in scena la seconda festa in onore di questo imponente albero del 1600, uno dei più vecchi d’Europa, «un simbolo nell’ambito del progetto per il recupero delle piante secolari», fa sapere Mauro Pierigh, presidente della sezione Coldiretti di Pulfero e dell’associazione culturale Tarcetta. Il programma del fine settimana si aprirà venerdì 6 ottobre con le scuole del territorio in visita al castagno e proseguirà sabato 7, a partire dalle 17 nella sala consiliare di Pulfero, con il convegno “La castanicoltura nella Valli del Natisone, sviluppi e prospettive". Per Coldiretti è previsto l’intervento del presidente regionale Dario Ermacora, parteciperanno anche esperti dell’Università di Torino ("Ricerca su varietà autoctone e analisi dna per certificazione varietale") e dell’Ersa ("Il processo di rilancio della castanicoltura in Friuli Venezia Giulia"), con conclusione dei lavori affidata all’assessore regionale per le Politiche agricole Cristiano Shaurli. http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/castagno-gigante-di-pulfero-pegliano.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=110127655 Tue, 03 Oct 2017 16:39:48 GMT COLDIRETTI FVG CON 280 SOCI A MILANO AL VILLAGGIO DEGLI AGRICOLTORI Anche Coldiretti Fvg partecipa alla tre giorni del Villaggio degli agricoltori della Federazione, un’inedita esperienza di vita rurale in centro a Milano e un’occasione per gustare il buon cibo italiano. Una delegazione di 280 soci, assieme e presidenti e direttori delle quattro province, partirà all’alba di venerdì per essere presente alle 9.30 all’inaugurazione della più grande fattoria mai aperta in città, da piazza del Cannone a piazza Castello, con il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, il presidente  di Federalimentare Luigi Scordamaglia e migliaia di agricoltori, i protagonisti di questa iniziativa #stoconicontadini. Nelle vetrine delle eccellenze il Fvg esporrà per la categoria “prodotti perfetti” les frices, patate coionaries, Picolit e prosciutto di Sauris, mentre per la “superfood” ci saranno pitina, cipolla rossa di Cavasso e Rosa di Gorizia. «Una occasione unica per vivere un giorno da agricoltori negli orti, sui trattori o nella stalla con gli animali – sottolinea il presidente di Coldiretti Fvg Dario Ermacora –, con la possibilità di assaggiare menu contadini al cento per cento, oltre che di fare la spesa a chilometri zero con le specialità del territorio nel mercato di Campagna Amica. Un buon modo per ribadire l’urgenza della tutela del made in Italy, insidiato da accordi internazionali assolutamente da respingere come il Ceta con il Canada». http://www.friuliveneziagiulia.coldiretti.it/coldiretti-fvg-con-280-soci-a-milano-al-villaggio-degli-agricoltori.aspx?KeyPub=10037301|CD_FVG_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=109915652 Thu, 28 Sep 2017 11:16:02 GMT